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    Pensieri Sensibili

    • La Rifrazione delle Emozioni

      luglio 6th, 2023
      Photo by Dobromir Hristov on Pexels.com

      Quando la luce passa attraverso un prisma, viene deviata e si separa nei suoi colori componenti. Questo fenomeno è chiamato rifrazione della luce. Ogni colore rappresenta una parte del tutto, e insieme creano un’immagine complessa.

      Se consideriamo il prisma come la nostra Attenzione Consapevole, la luce che passa attraverso il prisma rappresenta il flusso di emozioni e dati che riceviamo dalle stimolazioni ambientali e relazionali. Questa luce complessa può essere travolgente e difficile da comprendere nella sua totalità.

      Tuttavia, quando la luce viene rifratta e separata nei suoi colori componenti, ogni colore rappresenta una parte più semplice e chiara del tutto.

      Semplificare il complesso ci consente di comprendere meglio e affrontare i problemi in modo più efficace, ci aiuta a ridurre l’overwhelm e ci dà una chiara visione di ciò che deve essere fatto.

      Inoltre, semplificare il complesso può aiutare nella comunicazione. Quando dobbiamo spiegare qualcosa a qualcuno, semplificare concetti complessi rende più facile la comprensione e facilita la trasmissione delle informazioni. È come separare la luce in colori distinti, rendendo ogni aspetto più comprensibile per gli altri.

      Infine, semplificare il complesso ci consente di concentrare la nostra attenzione sui dettagli più importanti. Quando siamo sommersi da un’eccessiva complessità, possiamo perdere di vista gli elementi cruciali. Semplificare ci permette di filtrare il rumore e mettere in risalto ciò che è essenziale per la nostra comprensione o il raggiungimento dei nostri obiettivi.

      In sintesi, la rifrazione della luce nel prisma ci mostra come la separazione dei colori semplifichi l’immagine complessa.
      Attraverso il prisma dell’Attenzione Consapevole si comprende meglio, si comunica in modo più efficace, concentrati sugli elementi chiave. Aiuta a gestire l’overwhelm e ad affrontare i problemi con maggiore chiarezza, accrescendo il senso di autoefficacia e soddisfazione.

    • Una nuova luce sull’immagine di sé

      aprile 16th, 2025

      La scoperta di essere una persona altamente sensibile (PAS) può rappresentare un momento di svolta nella vita di un individuo.

      Comprendere la propria alta sensibilità permette finalmente di spiegare perché ci si è sempre sentiti diversi dagli altri, aprendo la strada a nuove prospettive e possibilità.

      L’alta sensibilità è una caratteristica innata che riguarda circa il 15-20% della popolazione. Tuttavia, per chi non ne è consapevole, può essere percepita come un peso o un difetto.

      Le persone altamente sensibili tendono a vivere le emozioni in modo intenso, a cogliere dettagli che sfuggono agli altri e a riflettere profondamente su esperienze e relazioni. Questo può portare a sentirsi fuori posto in un mondo che spesso valorizza la velocità, la resilienza e l’adattabilità.

      Molti PAS crescono con l’idea di essere “troppo” emotivi o vulnerabili, ricevendo critiche per la loro tendenza a reagire intensamente o per il bisogno di ritirarsi in ambienti tranquilli per ricaricarsi. Questa visione negativa può influire sull’autostima e sulla percezione di sé, creando un senso di alienazione.

      Prendere consapevolezza dell’alta sensibilità cambia radicalmente questa narrativa. Scoprire che le proprie caratteristiche non sono difetti ma tratti distintivi apre nuove prospettive. Si inizia a comprendere che la propria intensità emotiva è una risorsa per costruire relazioni profonde e autentiche, che la capacità di osservare dettagli è preziosa in ambiti creativi o professionali, e che il bisogno di tranquillità è una necessità fisiologica piuttosto che una debolezza.

      Questa consapevolezza permette anche di rivedere il proprio passato sotto una nuova luce. Molti momenti di difficoltà o incomprensione con gli altri possono essere reinterpretati come il risultato della mancata conoscenza del proprio tratto sensibile. Questo processo di rielaborazione può portare sollievo e accettazione.

      Nonostante i vantaggi dell’alta sensibilità, questo tratto presenta anche delle sfide. Le persone altamente sensibili possono essere più vulnerabili allo stress, alla sovrastimolazione e alle emozioni negative. È fondamentale imparare a gestire questi aspetti per vivere pienamente il proprio potenziale.

      La consapevolezza dell’alta sensibilità offre strumenti per affrontare queste difficoltà.

      Seguire un percorso con uno psicoterapeuta esperto nell’alta sensibilità può fare la differenza nel processo di accettazione e gestione del proprio tratto. La terapia offre uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni, comprendere i propri schemi comportamentali e sviluppare strategie personalizzate.

      Un terapeuta esperto può aiutare a:

      • Riconoscere i propri punti di forza come PAS.
      • Affrontare le difficoltà legate alla sovrastimolazione.
      • Migliorare la qualità delle relazioni interpersonali.
      • Coltivare una maggiore autostima e sicurezza.

      Prendere consapevolezza della propria alta sensibilità non significa solo accettarsi, ma anche abbracciare nuove possibilità. Le persone altamente sensibili possono eccellere in campi che richiedono empatia, creatività e attenzione ai dettagli. Possono costruire relazioni significative basate sulla comprensione reciproca e contribuire positivamente alla società grazie alla loro capacità unica di percepire il mondo.

      Scoprirsi altamente sensibili è un viaggio verso l’accettazione e la valorizzazione di se stessi. È un percorso che offre ricompense straordinarie in termini di benessere personale e relazionale e che può trasformare questo tratto da fonte di difficoltà a motivo di orgoglio e realizzazione personale.

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    • L’Autenticità è Libertà

      marzo 16th, 2025

      La Vera Avventura Inizia Dentro di Noi

      La vera avventura della vita non inizia con viaggi esotici o conquiste esterne, ma con un viaggio profondo dentro di noi. Esplorare e scoprire chi siamo veramente è un percorso che ci porta a una maggiore consapevolezza di noi stessi e del mondo che ci circonda. Questo processo di autoscoperta è fondamentale per vivere una vita autentica e appagante.

      Quando ci permettiamo di guardare dentro di noi, cominciamo a capire cosa ci rende felici, cosa ci motiva e cosa ci fa sentire realizzati. Questa comprensione profonda ci aiuta a prendere decisioni più consapevoli e a vivere in linea con i nostri valori e obiettivi. La psicologia ci insegna che conoscere se stessi è il primo passo verso una vita di felicità e soddisfazione, poiché ci permette di sviluppare una maggiore fiducia nelle nostre capacità e nella nostra unicità.

      Il viaggio di autoscoperta non è sempre facile, ma è incredibilmente gratificante. Richiede coraggio e onestà con noi stessi, ma il risultato è un’esistenza più autentica e significativa. Come diceva Carl Jung, “La tua visione diventerà chiara solo quando guarderai dentro il tuo cuore. Chi guarda fuori, sogna; chi guarda dentro, si risveglia.” Queste parole ci ricordano che l’introspezione è il primo passo verso una vita di consapevolezza e realizzazione.

      In questo percorso di scoperta, è importante essere gentili con noi stessi e accettare le nostre imperfezioni come parte di ciò che ci rende unici. Solo quando ci permettiamo di essere autentici possiamo veramente vivere una vita che rispecchia chi siamo. Quindi, iniziamo oggi il nostro viaggio di autoscoperta e scopriamo insieme il potenziale nascosto dentro di noi.

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    • Riscopri Te Stesso, Rivela il Tuo Potenziale

      marzo 8th, 2025

      In un mondo dove le aspettative degli altri possono facilmente influenzare le nostre scelte e il nostro comportamento, è facile perdere di vista chi siamo veramente. Tuttavia, riscoprire la propria autenticità è un passo fondamentale per vivere una vita più autonoma e soddisfacente. Questo viaggio di autoscoperta non solo ci aiuterà a liberare il vero potenziale, ma ci permetterà anche di sviluppare una maggiore consapevolezza di noi stessi e del mondo che ci circonda.

      Conoscere se stessi significa esplorare i propri pensieri, emozioni e desideri più profondi. Questo processo di introspezione ci aiuta a capire cosa ci motiva, cosa ci rende felici e cosa ci fa sentire realizzati. Quando si ha una chiara comprensione di se stessi, si possono prendere decisioni più consapevoli e allineate con i propri valori e obiettivi.

      Iniziare un percorso psicologico verso la propria autenticità permette di

      • : Dedicare del tempo a riflettere su te stesso. Chiediti cosa ti piace, cosa ti dispiace e cosa ti fa sentire vivo.
      • : Imparare a riconoscere e a capire le emozioni, potenti indicatori di ciò che è importante per te.
      • : Scoprire nuovi interessi e passioni che potresti non aver mai considerato.
      • : Assicurarti di avere intorno persone che ti supportano e ti fanno sentire bene.Le persone che ti circondano possono influenzare molto la tua percezione di te stesso.

      Quando ti permetti di essere autentico, liberi il tuo vero potenziale. Questo significa non solo raggiungere i tuoi obiettivi, ma anche vivere una vita più autentica e appagante. L’autenticità ti rende più forte e resiliente, poiché non devi più fingere di essere qualcun altro per piacere agli altri.

      Riscoprire la propria autenticità è un viaggio che richiede tempo e pazienza, ma che porta a una vita più vera e soddisfacente. Come diceva Carl Jung, “Non ci si illumina immaginando figure di luce, ma rendendo cosciente l’oscurità. “

      Questa citazione ci ricorda che il processo di autoscoperta può essere impegnativo, ma è fondamentale per illuminare le parti di noi stessi che potremmo aver trascurato.

      • Gocce di vacanze. Ancora sull’immaginazione per non perdere un’occasione

        agosto 11th, 2023

        Ancora qualche riflessione su tempo libero e benessere mentale, qualche spunto in più per vedere quante sfumature può assumere il concetto di “Gioco di Immaginazione”.

        Voglio intendere qui per gioco ogni attività non legata al dovere o al guadagno, un ambiente ludico che offra una pausa dalle preoccupazioni quotidiane, permettendo di immergersi in mondi fantastici e di assumere ruoli diversi, una forma di espressione per liberare la mente, stimolare nuove idee e affrontare sfide con uno sguardo diverso.

        Nonostante i numerosi benefici, gli adulti tendono ad allontanarsi dal gioco durante il processo di crescita. Questo può essere influenzato da pressioni sociali e culturali che associano il gioco all’infanzia e alla mancanza di responsabilità. Gli adulti potrebbero sentirsi imbarazzati o giudicati se si dedicano al gioco.

        Inoltre, le crescenti responsabilità lavorative e familiari possono ridurre il tempo libero per dedicarsi al gioco. L’impegno nella vita adulta può portare a una diminuzione delle occasioni per stimolare l’immaginazione e sperimentare nuove esperienze creative.

        Nonostante gli ostacoli, l’immaginazione svolge un ruolo fondamentale per il benessere mentale degli adulti.

        Durante il gioco, il cervello rilascia neurotrasmettitori come l’endorfina, che promuovono la sensazione di piacere e riducono lo stress.
        Dal punto di vista neurobiologico, il gioco può influire sul cervello e sul sistema nervoso in vari modi:

        • il gioco può favorire la neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di modificarsi e adattarsi in risposta all’esperienza. L’attività cerebrale associata al gioco può promuovere la formazione di nuove connessioni neurali e il potenziamento delle reti cognitive coinvolte nell’apprendimento e nella memoria;
        • immaginando, il cervello può rilasciare dopamina, un neurotrasmettitore associato al piacere, alla motivazione e alla ricompensa. L’aumento dei livelli di dopamina può migliorare l’umore e aumentare la motivazione a continuare a giocare e ad affrontare nuove sfide.
        • l’attività ludica coinvolge diverse aree cerebrali, come il sistema limbico (coinvolto nelle emozioni), la corteccia prefrontale (coinvolta nel ragionamento e nella pianificazione) e l’ippocampo (coinvolto nella memoria). L’attivazione di queste diverse regioni cerebrali può favorire il funzionamento integrato del cervello e migliorare le funzioni cognitive.

        Anche solo per invecchiare meglio, divertiamoci!

      • A che gioco giochiamo?

        agosto 5th, 2023

        “Il potere di una fervida fantasia è la componente principale di ogni operazione di magia.” Paracelso

        Se in questo periodo estivo riusciamo a ritagliarci qualche momento diverso dalla solita routine, abbiamo una grande ricchezza: tempo libero.
        Ciò che più agognamo durante l’anno, una pausa, può tuttavia trasformarsi in un vuoto pesante, in uno specchio che ci mostra una parte di noi che, finalmente libera, non sa in realtà cosa fare.
        E’ una parte di noi che teniamo chiusa nella prigione della quotidianità, del dovere, del ruolo. E’ la nostra immaginazione.

        Stimolare l’immaginazione in noi adulti può migliorare il benessere psicologico in diversi modi.
        L’attività immaginativa aiuta a ridurre lo stress e l’ansia, poiché permette di sfuggire temporaneamente alla realtà e focalizzarsi su esperienze diverse dal conosciuto.
        Inoltre, stimolare l’immaginazione favorisce la creatività e la flessibilità mentale, migliorando la nostra capacità di trovare soluzioni innovative ai problemi.
        Risolvere rompicapi, sfidarsi in enigmi e prove ludiche attraverso l’immaginazione sono attività che coinvolgono diverse aree del cervello, stimolando la connettività neuronale e mantenendo la mente attiva.

        L’immaginazione permette agli adulti di mantenere uno spirito giovane e una prospettiva più gioiosa sulla vita, aumentando il livello complessivo di soddisfazione personale.
        La capacità di immaginare scenari positivi e soluzioni innovative può favorire la resilienza e il senso di autoefficacia, può promuovere il senso di scopo e soddisfazione nella vita, sostenendo il benessere psicofisico generale.
        L’immaginazione può anche aiutare a rielaborare eventi traumatici o esperienze negative, facilitando il processo di guarigione e adattamento emotivo.

        Sono molti i modi in cui possiamo risvegliare questa parte di noi che, spesso a causa di modelli antiquati, pressioni sociali e impegni di vita abbiamo trascurato.
        Se abbiamo creduto che essere “grandi”, che crescere, dovesse coincidere con l’abbandonare il gioco e la fantasia, possiamo in ogni momento riaprire quel sentiero.


        Giochi, letture, videogiochi, enigmistica, fai da te e bricolage, uncinetto o poesie, ad ognuno la propria via verso la fantasia. L’età non conta.


        Citando Saint-Exupéry, “Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano”.

      • Io dallo psicologo? Sono mica matto!

        luglio 22nd, 2023

        Non sempre è necessario passare attraverso una sofferenza per sviluppare il desiderio di conoscersi più a fondo.
        I percorsi psicologici sono strumenti che si adattano ai bisogni unici della persona che si affaccia su questa profonda esperienza.

        Al di là degli obiettivi che ognuno si pone, ci si immerge in un processo di auto-esplorazione e comprensione della propria personalità, emozioni, valori, motivazioni, punti di forza e di debolezza che nell’insieme donano un nuovo senso di libertà e soddisfazione.

        Quando una persona si conosce bene, è più consapevole delle proprie esigenze e desideri. Questo significa che prenderà decisioni più informate e autentiche riguardo alla propria vita, evitando scelte che vanno contro i propri valori.

        Conoscere se stessi aiuta a comprendere le proprie emozioni e come queste possono influenzare il proprio comportamento. Una persona consapevole di sé sarà più abile a gestire lo stress, l’ansia e le sfide emotive, aumentando il senso di controllo sulla propria vita e contribuendo a una maggiore sensazione di sicurezza.

        Anche le relazioni si arricchiscono: quando una persona ha una buona conoscenza di sé, è anche più aperta a mostrarsi autentica nelle relazioni con gli altri. Questo crea un ambiente di fiducia reciproca, consentendo di stabilire connessioni più profonde e significative. Relazioni più autentiche portano a una maggiore soddisfazione nelle interazioni sociali.

        Valutare le proprie forze e debolezze, per proseguire, aiuta a costruire una sana autostima. Una persona consapevole di sé sarà più sicura delle proprie capacità e avrà più fiducia nel perseguire obiettivi personali e professionali.

        L’ascolto profondo di sé porta a una maggiore sensazione di autoefficacia, cioè la convinzione di poter affrontare e superare le sfide che si presentano nella vita. Le persone che si sentono più capaci di affrontare le difficoltà sono generalmente più soddisfatte della propria vita.

        Ma soprattutto, chi conosce se stesso ha meno probabilità di essere influenzato e limitato dalle aspettative sociali o dalle pressioni esterne. Questa libertà dal conformismo permette di perseguire i propri obiettivi e di prendere decisioni in base alle proprie preferenze, portando a una maggiore soddisfazione personale.

        E poi dicono che dallo psicologo ci vanno solo i matti…

      • Gocce di autostima in un respiro

        luglio 14th, 2023

        Imparare a moderare i propri pensieri e a far dialogare efficacemente la parte razionale con quella emotiva è uno degli obiettivi primari per chi vuole migliorare l’autostima e la fiducia in sè.
        La calma mentale favorisce la creatività e la flessibilità di pensiero, che sono importanti nel processo decisionale. Essa permette di valutare in modo più accurato le alternative, generare soluzioni innovative e considerare prospettive diverse.

        Essere calmi consente di evitare decisioni affrettate e di prendere il tempo necessario per analizzare a fondo le informazioni disponibili.
        Aiuta a sviluppare una maggiore resilienza emotiva, il che significa essere in grado di gestire le sfide e le difficoltà in modo più efficace.
        Concorre a mantenere la chiarezza di pensiero anche in situazioni stressanti e a prendere decisioni che siano più adatte alle circostanze.

        La calma mentale crea le condizioni più favorevoli per prendere decisioni giuste e ben ponderate. Aiuta a sviluppare una visione più chiara, a ridurre l’ansia e lo stress, a migliorare la consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante, a favorire la creatività e il problem solving, a gestire meglio il tempo e a sviluppare una maggiore resilienza.

        Integrare pratiche che promuovono la calma mentale, come la meditazione, può essere utile per sviluppare questa capacità e prendere decisioni più consapevoli e giuste.

        Quando i ritmi sono pressanti, ritrovare velocemente uno spazio di pensiero limpido migliora il senso di autocontrollo e riporta equilibrio tra parte razionale ed emotiva.
        Alcune facili tecniche “di emergenza” utilizzano il respiro per ancorare nel qui e ora la consapevolezza e riportare la calma. Sono piccoli esercizi che diventano man mano più potenti con la ripetizione. Il semplice portare l’attenzione sul respiro, sul suo flusso nelle narici o nell’addome, per qualche istante più volte durante la giornata crea piccole oasi di pace in cui la mente può riposare e riequilibrarsi.

        Consapevolezza del corpo e consapevolezza della mente si rinforzano e approfondiscono reciprocamente, migliorano il dialogo interiore, rendendoci più forti.

      • Fare il nido e preparare la capanna

        gennaio 22nd, 2023

        “La mia casa è piccola
        ma le sue finestre si aprono
        su un mondo infinito.”
        Confucio

        Mi è capitato di leggere un articolo dal titolo “Home nesting: che cos’è e perché è sempre più diffuso”.
        Da una recente indagine è emerso che, rispetto al 2018, il 68% degli intervistati passa più tempo tra le mura domestiche e svolge attività che prima non avrebbe mai pensato di fare in casa.
        Questa tendenza a vivere la casa non più solo come un luogo dove stare, ma anche un ambiente in cui esprimersi e sentirsi pienamente a proprio agio, viene definita “home nesting”.
        Rispetto al 2018 sono tante le attività che svolgiamo di più in casa: oltre al lavoro (+31%), è aumentato il tempo che trascorriamo in attività piacevoli e di socialità, come guardare film (+42%), pranzare con i propri cari e incontrare amici (+33%) o fare fitness e tenersi in forma (+26%).
        L’indagine sembra mostrare una nuova “progettualità del buon vivere”, e la casa risulta diventare un luogo più versatile e confortevole.
        Lo stesso fenomeno viene definito in altri articoli come “la sindrome della capanna”, facendo riferimento a quelle persone che hanno vissuto abbastanza bene il confinamento e non hanno più voglia di uscire di casa.
        Alcuni punti di vista sottolineano un aspetto disadattativo in questo comportamento, che coinciderebbe con paure non superate e meccanismi di difesa evitanti legati al lockdown e alla pandemia.

        L’esperienza dell’isolamento ci ha permesso di capire più a fondo i nostri interessi e le nostre inclinazioni, a volte ci ha messo di fronte a paure che non conoscevamo o non eravamo pronti a riconoscere.
        È importante capire se ciò che è cambiato, o che ci ha cambiato, è nato sul desiderio o sulla paura, ascoltandoci senza giudizio per proteggere ciò che ci fa bene e non ignorare ciò che potrebbe nuocerci.
        Voci contrastanti ci assillano con mille consigli, come se esistesse un unico modo per “vivere bene”. La vera libertà è profondamente individuale e vale la pena trovarla.

      • La fatica dell’equilibrio

        dicembre 22nd, 2022

        Esse [le Persone Altamente Sensibili] hanno un eccezionale bisogno di completezza perché sono nate all’estremità di una dimensione, quella della sensibilità.
        Inoltre non solo siamo una minoranza della società, ma anche una minoranza considerata molto lontana dall’ideale. Spesso ci sembra di dover passare all’estremo opposto: da deboli, difettosi e vittime a personalità forti e superiori. […] Penso che si tratti di una compensazione necessaria.
        Ma per molte HSP la vera sfida è raggiungere un equilibrio. Non essere più “troppo timide” né “troppo sensibili”, o “troppo” in generale, ma giuste, normali, ordinarie.
        H. Aron

        Nel cercare di compensare le nostre sensibilità, abbiamo spesso costruito difese e strategie che sul lungo periodo possono finire per diventare pesanti e inefficaci. Il mondo, con i suoi esempi, mal si adatta alle nostre caratteristiche e preme per la conformità.

        Nell’inseguire un ideale di performance mettiamo a tacere i segnali di malessere e richiediamo a noi stessi un inflessibile rigore nel raggiungerlo. A molte Persone Altamente Sensibili vengono diagnosticati disturbi dell’umore che non fanno che peggiorare la sensazione di non essere “adatti”, all’altezza, normali. Ovviamente anche le Persone Altamente Sensibili possono sviluppare depressione, ansia o altro e una giusta diagnosi può aiutare a velocizzare il recupero del benessere, ma in altre occasioni una buona gestione del proprio tratto dell’Alta Sensibilità può essere un valido aiuto.

        Nel momento in cui ci spogliamo delle aspettative e indaghiamo la nostra unicità scopriamo nuove risorse e prospettive, impariamo a rispettare i nostri limiti e a valorizzare le nostre caratteristiche.

        Scrive Eric Fromm:

        “Non si può essere profondamente sensibili in questo mondo senza essere molto spesso tristi.”

        La sfida più grande per la Persona Altamente Sensibile è probabilmente l’accettare la complessità dei propri sentimenti, la coesistenza di emozioni contrastanti, la visione caleidoscopica della realtà in una cultura sempre più uniformante e semplificante.

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